Thursday, April 24, 2008

Máscara Japonesa Pupa tattoo Granada


Tatuaje realizado por Marzia
Pupa Tattoo Art Gallery
C/ Molinos 15
18009 Granada
telf 958221280
www.pupatattoo.com

Tatuaje japonés Pupa Tattoo Granada

Tatuaje realizado por Marzia
Pupa Tattoo Art Gallery
C/ Molinos 15
18009 Granada
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Pupa Tattoo Art Gallery


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Monday, February 18, 2008

KANJI



I kanji (漢字) sono i caratteri usati nella scrittura giapponese in congiunzione con i sillabari hiragana e katakana.
I kanji derivano dalla scrittura cinese, che una volta introdotta in
Giappone apportò mutamenti sostanziali alla lingua giapponese. In generale i caratteri si usano per rappresentare le parti morfologicamente invariabili delle espressioni giapponesi (come i semantemi). Un kanji può quindi rappresentare la radice dei verbi, degli aggettivi o, integralmente, una buona parte dei sostantivi della lingua giapponese.
La lettura detta on (
on'yomi) di un kanji deriva a livello fonetico dalla sua pronuncia cinese. La kun'yomi è invece la pronuncia genuinamente giapponese della parola (o parte di parola) stessa.
Per esempio, il kanji 旅 vuol dire "viaggio". La pronuncia kun (
kun'yomi) (generalmente utilizzata quando il kanji è isolato) è tabi, mentre la lettura on (di solito utilizzata quando il kanji è accompagnato da altri ideogrammi) è ryo.
I kanji possono avere più letture on in quanto gli stessi vocaboli furono importati dalla Cina in epoche diverse, in cui dunque la pronuncia era mutata. Ad esempio, il kanji 生 può essere letto, tra gli altri modi, sia sei sia shō, a seconda dei vocaboli in cui si trova.
Secondo le stime più recenti, il numero totale di kanji esistenti dovrebbe essere compreso all'incirca tra i 45000 e i 50000, ma di questi solo 2928 (i jōyō kanji, kanji di uso comune), di cui 983 per i nomi propri, possono essere utilizzati per la stampa. Nel caso si utilizzi un kanji non presente fra i jōyō si è soliti suggerirne la pronuncia con dei piccoli
hiragana, chiamati furigana.
Il fatto che esista un numero preciso di kanji utilizzabili per la stampa dimostra l'intenzione, in passato, di cancellare gradualmente l'uso degli stessi, sostituendoli con i
kana (alfabeti sillabici). Dopo la Seconda Guerra Mondiale, infatti, si tentò di occidentalizzare il Giappone anche sotto questo aspetto: la lista dei kanji per la stampa partiva da soli 1850 caratteri (tōyō kanji). L'uso degli ideogrammi, però, resistette, probabilmente per via delle peculiarità stesse della lingua giapponese tra le quali la ricchezza di omofoni. L'uso dei soli kana renderebbe la comprensione dello scritto molto più ostica rispetto a quanto lo sia con il sistema attualmente in uso.

Sunday, January 13, 2008

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Tuesday, January 8, 2008

BLOODY CABARET...


BLOODY CABARET
Immaginate un Cabaret che non fa soltanto ridere....
Immaginate sorrisi che diventano smorfie di stupore, poi di terrore ed infine dolore...
I vostri sorrisi! Immaginate che i testi del "cabaret" invitino a riflettere sulla condizione umana, e che le musiche siano a cura di un freak tatuato che canta l'opera...
Immaginate clowns che fan paura pur giocando solo con dei palloncini... e lamette che tagliano la carne come fosse burro.
Immaginate un "circo di fantasmi" tutto made in Italy talmente unico nel suo genere da esser stato gia ospite di eventi come l'inaugurazione di tattoo conventions, la rassegna teatrale "dignità autonome di prosttituzione" di L. Melchionna o film come "Drosera" di F. M. Dominedò (che ospita tra l'altro performances degli Psychocyborgs e Kumi Monster).
Se riuscite ad immaginare tutto questo, allora state immaginando "Carnival of Souls": Qui il sangue diviene colore, diventa elemento di vita e non di morte ed in scena il dolore non è esaltato come tale, ma è solo la componente di un rito di passaggio che si rende necessario alla presa di coscienza del corpo.
VENERDI 1° febbraio alle ore 21.00
Cafè Chantant OUVERTURE, via TRIPOLI 22